Internet e non

Basta social, anche Instagram ha rotto le scatole, per ora vado avanti ancora un po’, ma quando si ripresenta, ‘sto pensiero, dovrò prenderne atto, fare qualcosa, agire, cancellare  quella me e le sue mille e passa fotografie quadrate.  Per ora va bene così, l’inquietudine è gestibile, per così dire. Perché le vite degli altri sono così opprimenti?

Perché la libertà di espressione non esiste?

Quando avevo circa dodici anni pensavo che internet fosse una figata, collegavo il computer alla presa del telefono e cercavo freneticamente informazioni su ciò che mi interessava, avevo i minuti contati, era scomodo e costoso, internet, nessuno ti poteva telefonare mentre navigavi.

Ora invece sono una cosa sola, il telefono ed internet, e non è che io ne faccia un uso proprio essenziale, un uso mirato, agendo e non subendo la caterva di informazioni vere, false, utili, inutili, deprimenti o allegre che si susseguono continuamente imprimendosi subdolamente in qualche anfratto cerebrale come quella stupida canzone pop che ti farebbe schifo, ma non riesci a levarti dalla testa perché…il perché non lo sai.

Io non lo so, ma sento puzza di malato.

 

 

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