– Nocturna –

I bisnonni degli anziani di Nocturna sapevano cosa significava vivere in una città circondata dalla più meravigliosa delle brughiere. L’avevano narrato ai loro figli, ai loro nipoti e costoro l’avevano a loro volta tramandato. Poi un dì, tutto mutò: la brughiera si fece deserto, un caldo inclemente sferzava dall’alba al tramonto, un caldo velenoso, mortale. Gli abitanti decisero così di capovolgere le loro abitudini, di vivere nell’oscurità anziché affrontare i raggi di un sole assassino e Nocturna, coi suoi alti palazzi colmi di fregi ed intarsi della sua età dell’oro, si abituò a vivere di notte ed esser silenziosa e spettrale nelle ore diurne. Il vento rovente, portatore di sabbie turbinanti, è il suo unico viandante quando le grandi strade, un tempo gremite di carrozze, ardono e restituiscono il calore pulsante ad un’aria satura di polveri sottili. Le nottate iniziano dopo tramonti sfolgoranti che si riflettono sulle infinite schiere di pannelli solari che rivestono tutta la città adempiendo alla sua enorme richiesta di energia: la notte di Nocturna non conosce l’oscurità. Essa viene scacciata con le sue illuminazioni pirotecniche e ogni tipo di luminescenza artificiale: una città davvero all’avanguardia nella produzione di lampade d’ogni sorta! Fondata dal pioniere ed industriale Emil Frank Nocturna, grande esportatore di profumi per ambienti realizzati con le primizie offerte dalla vasta brughiera circostante, questa grande metropoli ha sempre vantato un cospicuo numero di creativi, cosa che le permise di reinventarsi anche nelle peggiori difficoltà ritornando all’antica prosperità.

– Grisha –

In una valle scura sorge Grisha, cittadina di frontiera. Tutti i viandanti diretti al nord prima o poi passano di lì, in cerca di equipaggiamenti e provviste. La si raggiunge attraverso un sentiero che si snoda in un silenzioso bosco di antichi abeti, un luogo di ombre, sporadici fasci di luce che filtrano tra le verdi e folte fronde. Il bisbigliante rumore del ruscello segnala l’arrivo prossimo alle porte lignee della città; dopo sopraggiunge il vociare allegro e indaffarato degli abitanti, la risata sensuale e rude di una donna dalle mani forti, lo scalpiccio di qualche cane di strada e poi il profumo dello stufato di montone che come un richiamo celestiale guida le stanche membra dell’avventuriero verso le solide panche di legno dell’osteria. Grisha spesso sta sotto cieli di piombo, ha le strade infangate e costellate di fusti d’acciaio infuocati, intorno ai quali abitanti e girovaghi in attesa della partenza condividono racconti e acquavite.

– Lifavre –

Lifavre è un antico borgo di mare, profuma di salsedine e di pini marittimi. Le case sono piccole e arrampicate le une sulle altre, sono perlopiù gialle, ma qualcuna è blu. L’ora più bella è quando, al mattino presto, salpano dal porticciolo le imbarcazioni da pesca, ognuna sventolando le sue bandierine colorate, festeggiano il mare, i venti e le correnti propizie ogni mattina prima della pesca. Il sole a quell’ora rifulge dorato carezzando gli stretti viottoli lastricati di pietra chiara e cinti dalle ginestre, che in questa regione, pullulano in ogni dove. Gli abitanti di Lifavre sono pescatori o mercanti, ma anche artisti, sebbene in quel luogo l’arte non trovi fertili terreni. Il faro della sera richiama, oltre ad orde di uccelli marini, immagini cariche di malinconie e porta il sognatore a desiderare nuovi destini, nuovi lidi dove approdare.