– Grisha –

In una valle scura sorge Grisha, cittadina di frontiera. Tutti i viandanti diretti al nord prima o poi passano di lì, in cerca di equipaggiamenti e provviste. La si raggiunge attraverso un sentiero che si snoda in un silenzioso bosco di antichi abeti, un luogo di ombre, sporadici fasci di luce che filtrano tra le verdi e folte fronde. Il bisbigliante rumore del ruscello segnala l’arrivo prossimo alle porte lignee della città; dopo sopraggiunge il vociare allegro e indaffarato degli abitanti, la risata sensuale e rude di una donna dalle mani forti, lo scalpiccio di qualche cane di strada e poi il profumo dello stufato di montone che come un richiamo celestiale guida le stanche membra dell’avventuriero verso le solide panche di legno dell’osteria. Grisha spesso sta sotto cieli di piombo, ha le strade infangate e costellate di fusti d’acciaio infuocati, intorno ai quali abitanti e girovaghi in attesa della partenza condividono racconti e acquavite.

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Internet e non

Basta social, anche Instagram ha rotto le scatole, per ora vado avanti ancora un po’, ma quando si ripresenta, ‘sto pensiero, dovrò prenderne atto, fare qualcosa, agire, cancellare  quella me e le sue mille e passa fotografie quadrate.  Per ora va bene così, l’inquietudine è gestibile, per così dire. Perché le vite degli altri sono così opprimenti?

Perché la libertà di espressione non esiste?

Quando avevo circa dodici anni pensavo che internet fosse una figata, collegavo il computer alla presa del telefono e cercavo freneticamente informazioni su ciò che mi interessava, avevo i minuti contati, era scomodo e costoso, internet, nessuno ti poteva telefonare mentre navigavi.

Ora invece sono una cosa sola, il telefono ed internet, e non è che io ne faccia un uso proprio essenziale, un uso mirato, agendo e non subendo la caterva di informazioni vere, false, utili, inutili, deprimenti o allegre che si susseguono continuamente imprimendosi subdolamente in qualche anfratto cerebrale come quella stupida canzone pop che ti farebbe schifo, ma non riesci a levarti dalla testa perché…il perché non lo sai.

Io non lo so, ma sento puzza di malato.